
SCANDALO A TAVOLA
Uova marce servite in tavola
Acquistate come rifiuti speciali, trattate con cloro e altre sostanze chimiche e poi usate per panettoni, pandori, merendine e gelati...
di Maria Carola Catalano
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ROMA (dicembre 2005)
Il Comando dei carabinieri per la tutela della salute, ha compiuto sequestri di aziende in 13 province di sette regioni italiane: Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto.
Il motivo: acquisivano, da altri imprenditori, uova marce classificate come rifiuti speciali, e dopo averle trattate con cloro e altre sostanze chimiche, per nasconderne il puzzo ed abbatterne la carica batterica, le rivendevano come ovoprodotto destinato alla produzione per l'alimentazione umana.
Questo l'elenco delle aziende poste sotto sequestro: Fattorie Caiconti (Forlì- Cesena); Biovo (Treviso); Uovadoro (Verona); Volcar (Verona); Angonova (Cuneo) Agricola Tre Valli (Verona), Fattorie Guglielmi (stabilimento a Mantova, sede legale a Forlì); Bionature Agroalimentari (sede legale a Ravenna, stabilimenti a Torino e Cuneo).
Le indagini dei NAS sono durate due anni, nel corso dei quali le abitudini criminali di queste aziende, con ramificazioni in altri stati europei, hanno prodotto e smerciato tonnellate di ovoprodotto; non si ha notizia di quando sia cominciata la truffa. Sono 61 le persone indagate: si tratta dei responsabili di imprese di prodotti alimentari e di aziende per lo smaltimento di rifiuti, gestori di aziende che si occupano di incubazione di uova e mediatori commerciali. Otto di loro sono finite in carcere; dodici agli arresti domiciliari, sette sono stati interdetti dall'attività professionale e imprenditoriale.
Sono stati sequestrati anche 32 milioni di uova, 60 tonnellate e mezzo di ovoprodotto, 2500 tonnellate di sottoprodotti di origine animale e alcuni macchinari. Non sono stati invece sequestrati i prodotti alimentari nei quali sono state impiegate le sostanze nocive. Il che appare assurdo, dato che secondo gli Istituti di sanità e zooprofilassi di Lombardia ed Emilia Romagna, i prodotti contenenti uova infette sono pericolosi per la salute.
Panettoni, pandori, merendine e gelati sembrerebbero essere gli alimenti a più alto rischio.
Qualche giorno dopo l’accaduto, la detenzione comincia a sciogliere la lingua a qualcuno degli imprenditori e manager finiti in manette. Arriva così la confessione di uno di loro: “È vero, utilizzavamo uova non destinate al consumo umano, ma solo fino al 2003. Costavano poco e in questa maniera riuscivamo a abbattere i costi. Purtroppo era una pratica utilizzata in tutta Italia e anche noi ci siamo dovuti adeguare”.
Immediatamente dopo, Flavio Tosi, e Elena Donazzan, assessori alla sanità e alla sicurezza alimentare della Regione Veneto sottolineano come “l'inchiesta che ha portato ai sequestri degli ovoprodotti sia un evento legato al passato e quindi superato ed anche assolutamente marginale rispetto alla quantità e alla qualità delle produzioni venete.
I cittadini possono quindi tranquillamente continuare a consumare prodotti veneti garantiti da un sistema di controlli pubblici sulla qualità degli alimenti la cui validità è stata riconosciuta dagli stessi Nas e magistrati inquirenti”.
“Pur trovandoci davanti a fatti molto gravi - aggiungono i due assessori regionali - in nessuna maniera siamo di fronte ad un fenomeno o ad una vicenda che interessi strutturalmente il settore, quindi non c'è alcun allarme, anzi quello che emerge è un positivo intervento dei sistemi di controllo a tutela dei consumatori ed un mirato intervento delle forze dell'ordine”.
Noi, con il rispetto per il lavoro delle autorità in questione, non siamo totalmente d’accordo.
Una volta era una consolidata tradizione quella di tirare le uova marce, la sera della prima, al teatro “la Scala”, sulle pellicce delle sciure milanesi. Si compravano al mercato ad un prezzo bassissimo, dato che erano destinate alla discarica. Purtroppo, è il caso di dirlo, i tempi cambiano. Oggi le uova marce si portano direttamente in tavola.
Maria Carola Catalano
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