
SCANDALO A TAVOLA
Dieta Mediterranea
povera e denutrita!
Gli alimenti della dieta mediterranea odierna hanno perso il 50% delle proprietà nutritive
di Maria Carola Catalano
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C’era una volta la dieta mediterranea...
Il modello alimentare italiano di oggi conserva solo pochi aspetti della vera dieta mediterranea che si caratterizzava per una alimentazione composta da cibi naturali, senza additivi o conservanti chimici.
Salvo per alcuni prodotti di cui era necessario approvvigionarsi per la stagione invernale (carne di maiale elaborata e conservata o la frutta trasformata in marmellate o mantenuta in cantine ben ventilate), tutto il resto veniva consumato praticamente fresco o nell’arco di qualche giorno.
La sempre meno frequente freschezza degli alimenti purtroppo non è l’unica differenza tra il cibo di oggi e quello di ieri.
Gli alimenti della dieta mediterranea odierna hanno perso il 50% delle proprietà nutritive. I cibi di 15-20 anni fa sono molto diversi dal punto di vista nutrizionale rispetto a quelli di oggi.
Questo è quanto emerge da uno studio che Eta Meta Research ha condotto per Federsalus intervistando esperti di nutrizione (dietologi, dietisti, nutrizionisti) ed esperti di tecnologie e biotecnologie alimentari.
Il motivo?
Sono meno ricchi di vitamine, sali minerali, aminoacidi e proteine.
Una corretta alimentazione di tipo mediterraneo apportava all’organismo dei nostri nonni mediamente:
- 55-60% di glicidi, indispensabili per fornire energia al nostro corpo, dei quali l'80% di glicidi complessi (pane integrale, pasta, riso, mais, ecc.) e il 20% di zuccheri semplici.
- 10-15% di proteine delle quali il 60% di origine animale (carni soprattutto bianche, pesce azzurro, ecc.) e il 40% di origine vegetale (fagioli, ceci, lenticchie e legumi in genere)
- 25-30% di grassi (olio di oliva in prevalenza, burro, strutto, ecc.).
La frutta e verdura di stagione occupavano ed occupano ancora un posto di primo piano all’interno della dieta perchè ci forniscono vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.
Il problema consiste nel fatto che tra gli alimenti che nell’arco di tempo considerato (20 anni) hanno subito le maggiori perdite in termini nutrizionali, al primo posto si trovano proprio la frutta e la verdura (-71%).
Seguono le farine e i cereali (-49%) e i prodotti lavorati (-35%).
Ma cerchiamo di capire perchè le vitamine, i sali minerali, gli antiossidanti e le fibre sono così importanti per la nostra vita.
Le VITAMINE sono indispensabili al mantenimento delle condizioni fisiologiche ottimali dell'organismo perchè agiscono come biocatalizzatori (coenzimi) nei processi metabolici dei nutrienti e nei processi energetici. Sono anche dette “alimenti protettivi” in quanto senza di esse le cellule non riescono a costruire il protoplasma ed a liberare energia.
I SALI MINERALI sono essenziali per lo svolgimento di vari funzioni organiche. Sono costituenti fondamentali delle cellule e dei vari tessuti. Fanno parte di enzimi, della mioglobina ed emoglobina, regolano gli scambi osmotici cellulari e l'eccitabilità nervosa e muscolare. Inoltre garantiscono l'equilibrio acido-base del sangue (pH), regolano il metabolismo idrico generale ed il volume del sangue.
I principali sali sono: calcio, cloro, ferro, fosforo, iodio, magnesio, potassio, rame, selenio, sodio, zinco, zolfo.
Gli AGENTI ANTIOSSIDANTI riportano l’equilibrio chimico nei radicali liberi grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono privi. L'organismo umano si difende naturalmente dai radicali liberi producendo degli antiossidanti endogeni come la superossido dismutasi, la catalasi e il glutatione. Superata una certa soglia è necessario un apporto esterno di antiossidanti. Inoltre va tenuto presente che ciascun antiossidante ha un campo di azione limitato ad uno o due specifici radicali liberi.
Pertanto per garantirsi un sufficiente apporto giornaliero di antiossidanti, gli esperti consigliano un’alimentazione equilibrata ed un consumo giornaliero di almeno 5-6 etti di frutta e verdura fresche e di stagione.
Le FIBRE ALIMENTARI sono componenti di aspetto filamentoso con funzione di “cemento” per i vegetali (verdura, frutta e cibi integrali).
Una volta che abbiamo compreso questo, bisogna capire come mai molti prodotti alimentari ricchi per natura di queste sostanze fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo ne hanno perso una parte con il trascorrere degli anni.
I motivi, dicono gli esperti, sono tanti. I procedimenti di produzione e di conservazione dei prodotti che arrivano da tutte le parti del mondo, la richiesta di prodotti fuori dalla loro naturale stagione e, non da ultimo, l’inquinamento.
Ecco allora che a parità di calorie rispetto ad un tempo, sulle tavole arrivano molte meno vitamine, sali e fibre.
Federsalus propone di seguire 5 semplici regole per rivedere e attualizzare, adattandola alle nuove esigenze ed ai moderni stili di vita, la dieta mediterranea.
La prima regola: regolare l’assunzione di carboidrati sulla base della propria reale attività fisica e dello stile di vita. Le tabelle di riferimento della dieta mediterranea risalgono ad un periodo dove la vita era molto meno sedentaria: oggi può essere necessario rivedere il numero di volte alla settimana in cui ci si concede un piatto di pasta.
La seconda regola: incrementare il consumo di frutta e verdura, consumo non solo in diminuzione, ma anche caratterizzato da una minor quantità di principi nutritivi necessari all’organismo.
La terza regola: aiutare il proprio organismo tramite l’integrazione di principi nutritivi. Soprattutto in determinati periodi dell’anno, come quello che segna l’arrivo del freddo e dell’influenza, può essere di valido aiuto al proprio sistema immunitario assumere integratori di vitamine, così come di sali minerali durante i periodi più caldi.
La quarta regola: scegliere, per quanto possibile, cibi dove l’utilizzo di pesticidi sia stato minimo e maturati sulla pianta. In questo modo non solo si riduce la quantità di elementi potenzialmente nocivi che si ingeriscono, ma si fronteggia anche la perdita in termini di sostanze “buone” e utili all’organismo.
La quinta regola: per quanto riguarda i prodotti lavorati, leggere sempre le etichette per capire quali sono gli ingredienti che li compongono e come vengono preparati.
In sintesi potremmo dire che la dieta mediterranea, rimane la più corretta ma ha bisogno di essere rivista per quanto riguarda le quantità e i rapporti tra calorie, vitamine, fibre e sali minerali.
Le dosi di cibo assunte, considerando la vita sedentaria che caratterizza la maggior parte degli italiani, vanno ridotte. In particolare l’apporto di carboidrati e di lipidi. Inoltre durante i periodi di stress intenso diviene necessario integrare le vitamine, i sali e gli altri elementi assunti attraverso i cibi attraverso l’uso di integratori.
Maria Carola Catalano
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