
SCANDALO A TAVOLA
Mozzarelle di Bufala contraffatte
Allevamenti sotto sequestro e frodi alimentari:
protagonista
la mozzarella di bufala casertana
di Maria Carola Catalano
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ROMA (ottobre 2007)
Ebbene sì, i pirati della tavola hanno pensato di mettere le mani su una delle protagoniste delle gastronomia italiana: la mozzarella di bufala.
Il loro ultimo affare consiste nel mischiare il latte boliviano con quello locale casertano, che costa quattro volte tanto.
Infatti il latte proveniente dalla Bolivia costa solo 50 centesimi al chilo, contro quello originale venduto a 1,35 euro al chilo.
Il “boliviano” arriva ogni settimana via Olanda ai porti di Napoli e Salerno.
I produttori campani fanno il pieno e così abbattono i costi. Vittime di tutto questo: mercato e consumatori. Mentre i taroccatori, truffando, mettono in moto un giro d’affari di un miliardo di euro, i consumatori si ritrovano a dover fare i conti con prodotti mediocri, se non addirittura dannosi per la salute di chi li consuma, realizzati con ingredienti scadenti ma immessi regolarmente sul mercato con il prezzo di prodotti di buona qualità.
Le finte mozzarelle di bufala vengono vendute a sei euro al chilo.
Lino Martone, segretario del Siab, il sindacato degli allevatori bufalini di Caserta, conferma l’allarme affermando che “almeno la metà dei 130 caseifici che hanno il marchio Dop modificano la mozzarella di bufala”.
“Non è così, il prodotto Dop, almeno quello, lo garantiamo”, replica Luigi Chianese che del consorzio Mozzarella di bufala campana è il presidente. Chi dei due avrà ragione? Purtroppo i fatti, immediatamente successivi, danno ragione al segretario del Siab.
A Napoli, infatti, il 29 Ottobre, i Carabinieri del Nas hanno eseguito 18 arresti, cinque misure cautelari (obbligo di dimora e sospensione dall’esercizio della professione) e sottoposto a sequestro 13 allevamenti bufalini della provincia di Caserta. Sotto accusa allevatori e veterinari, che secondo i militari eseguivano prelievi di sangue da bufale sane sostituendoli a quelli degli animali infetti.
In sostanza le mozzarelle di bufala non solo possono non essere di bufala ma alle volte vengono realizzate utilizzando latte di bufale malate, in questo specifico caso affette da brucellosi. Insomma di male in peggio.
Per fortuna almeno la nostra salute non dovrebbe comunque essere a rischio. Le alte temperature del procedimento di lavorazione casearia sono infatti superiori a quelle necessarie per l’eliminazione del virus.
Si tratta comunque di una magra consolazione per noi italiani, conosciuti in tutto il mondo, oltre che per le bellezze architettoniche della nostra terra, anche per la bontà della nostra cucina. Formaggi, prosciutti, vini, pasta e conserve a base di pomodoro sono i prodotti dell’alimentazione italiana più apprezzati e più esportati al mondo ma anche i più contraffatti.
Il responsabile economico della Coldiretti, Lorenzo Bazzana, ha dichiarato che sono i Paesi meta dell’emigrazione italiana a falsificare di più i nostri prodotti perché sono proprio i nostri ex-connazionali “che si mettono a produrre il prodotto che una volta facevano a casa loro, ma distaccandosi dal territorio”. A confondere il consumatore, spesso basta il solo tricolore riportato sulla confezione, simbolo, che per gli acquirenti equivale a qualità.
Un notevole sostegno alla lotta contro la contraffazione alimentare, potrebbe arrivare dalle collaborazioni con le varie ambasciate e gli uffici dell’Ice (Istituto nazionale per il Commercio Estero) nel mondo allo scopo non solo di monitorare il fenomeno, ma anche di educare i consumatori alla cultura del cibo “Made in Italy”, il cui grado di qualità è superiore a quello che viene smerciato come tale.
Nell’attesa che le proposte diventino realtà, Coldiretti ha organizzato una mostra sui cento alimenti più contraffatti, per portare alla luce il fenomeno crescente della pirateria agroalimentare internazionale.
A noi comuni mortali non rimane altro che sperare che le cose migliorino.
Maria Carola Catalano
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