
IL MONDO INTORNO A NOI

La raccolta differenziata
Nel rispetto delle risorse del Pianeta
di Maria Carola Catalano
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Una delle disfunsioni più gravi che lo sviluppo socio-economico ha portato, in Italia e nel mondo, è certamente quella dei rifiuti solidi urbani. La produzione di queste sostanze continua a crescere di anno in anno.
Secondo dati ufficiali (Rapporto Rifiuti 2004, APAT-ONR), il tasso di crescita più elevato è stato registrato nel periodo dal 1995 al 2000, in cui la quantità di rifiuti urbani prodotti è aumentata del 12,2%, con un tasso medio annuo pari al 2,4%.
Oggi, fra l’altro, c'è una nuova minaccia in questo campo legata al boom dei consumi dei prodotti elettronici che ha portato in poco tempo ad un incremento di questi rottami ad alto contenuto di composti chimici pericolosi.
Lo smaltimento dei rifiuti è sempre stato effettuato con l’ammassamento in discariche, più o meno grandi, poste nelle immediate vicinanze dei centri di cui erano a servizio; sopportate malvolentieri dagli abitanti vicini ma necessarie in mancanza di un serio piano alternativo di smaltimento. L’espandersi delle zone urbanizzate, contestualmente all’esaurimento di cave deputate all’espletamento della funzione discarica, ma anche la maggiore attenzione che si è creata nei confronti dell’ambiente, ha portato all’impossibilità oggettiva di proseguire su questa strada.
E’ a questo punto che sono comparsi gli inceneritori.
Soluzione sbagliatissima.
Lo smaltimento dei rifiuti può infatti avvenire anche tramite il riciclaggio, il compostaggio ed il recupero energetico. Processi indispensabili per una corretta politica dello smaltimento dei rifiuti. Per risolvere il gravoso problema si deve intervenire su ogni fase della produzione del rifiuto, soprattutto, quando possibile, all’origine della formazione del bene che diverrà rifiuto. E’ necessario anche massimizzare il riutilizzo o il riciclaggio e infine sfruttare il contenuto energetico mediante la produzione di compost, biogas o la termocombustione di ciò che non è stato possibile valorizzare.
Alla fine di questo processo la frazione destinata a discarica sarà di quantità estremamente inferiore a quella di partenza.
Questa metodologia di impostazione è stata denominata “filosofia delle 4R”.
1. Riduzione
2. Riutilizzo
3. Riciclaggio
4. Recupero
Riduzione, riutilizzo, riciclaggio e recupero della materia costituente il materiale raccolto sono i nuovi quattro imperativi che si impongono per affrontare correttamente il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Riduzione & Riutilizzo
Bisogna, prima di tutto, allungare la vita delle merci, producendo oggetti quanto più possibile riparabili e riutilizzabili. Per questo è necessario incentivare con adeguate misure fiscali il ruolo degli artigiani-riparatori, che con il loro servizio hanno svolto per secoli una funzione fondamentale di risparmio delle risorse naturali.
Con la manutenzione si rendono le merci utilizzabili più a lungo nel pieno delle proprie funzioni garantendo una efficienza ai massimi livelli. Facendo manutenzione si riduce il consumo di materie prime non rinnovabili, si risparmia energia, si riduce la produzione di rifiuti e soprattutto si evita l’inquinamento, dovuto ai cicli industriali per la produzione di essi. Si deve quindi passare da un modello Usa e Getta ad un modello Usa e Riusa, dove gli amministratori, i cittadini-consumatori e le industrie devono svolgere il loro specifico ruolo.
Riciclaggio
E’ necessario fare la raccolta differenziata correttamente.
Il corretto conferimento dei diversi materiali negli appositi contenitori è di fondamentale importanza. Soltanto in questo modo il materiale, ottenuto attraverso i diversi metodi di riciclaggio, è di buona qualità e può essere utilizzato per la realizzazione di nuovi prodotti realmente concorrenziali sul mercato.
È importante riciclare perché oltre il 60% dei rifiuti sono composti da imballaggi di carta, vetro, plastica e lattine e da giornali e riviste, tutti rifiuti riciclabili. Il rimanente 25% dei rifiuti è prevalentemente composto da rifiuti organici (sfalci d'erba, ramaglie, residui da cucina), da tessuti per 1,7%, da rifiuti pericolosi tossico/nocivi (per es. Pile) per il 0,3%, ingombranti per 1,7% e da un ulteriore 3% di difficile collocazione.
Per semplificare la raccolta in casa, è consigliabile munirsi di appositi contenitori suddivisi in più scomparti. Esistono in commercio soluzioni ordinate che creano spazi per rifiuti organici, carta, plastica, medicinali scaduti, pile esaurite e metalli.
Tali contenitori sono a volte correlati da etichette che offrono adeguate istruzioni per evitare confusioni fra i vari reparti.
La raccolta differenziata, preliminare al riciclaggio, è diventata obbligatoria con l’entrata in vigore del decreto legislativo n°22 del 15 febbraio 1997, il cosiddetto decreto “Ronchi” che recepisce le direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. Il decreto stabilisce tra le altre cose di trasformare la tassa sugli RSU, attualmente basata sui metri quadrati delle unità immobiliari in cui il titolare dell’utenza risiede o lavora, in tariffa binomia formata da una parte fissa per i pagamenti di attivazione del servizio ed una parte proporzionale alle quantità di rifiuti prodotti da smaltire.
Gli enti chenon riusciranno a rispettare le date previste saranno penalizzati con incrementi del tributo regionale sul conferimento del RSU in discarica.
Il governo italiano non ha rispettato la direttiva, da lui stesso emanata, e per questo motivo è stato più volte richiamato dalla commissione europea. Insomma il governo, ancora una volta, è il primo a non rispettare le regole.
Fanno meglio i comuni, in particolare quello di Trento, il comune più eco-compatibile d'Italia.
Lo dice l’Istat che, nell’indagine sugli “Indicatori ambientali urbani” del 2006, stila una classifica delle città più “ecologiche”. Trento è seguito da Venezia, Modena e Bologna.
Vanno male, invece, Massa, Enna e Olbia. La percentuale di raccolta differenziata varia in sostanza a seconda delle zone d’Italia: 33,6 per cento al Nord, 23 al Centro e 10,1 al Sud.
La carta è il materiale più raccolto nel servizio differenziato. La modalità che permette di far balzare in pochi mesi al 60, 70 e anche 80 per cento la raccolta differenziata è invece quello “porta a porta”. Con questo sistema, non solo, si tolgono i cassonetti dalle strade e in più soltanto il 15-30 per cento circa del rifiuto residuale (l’indifferenziato) prenderà una strada diversa dal riciclaggio.
Recupero
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Con 500 lattine si costruisce una bicicletta;
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Con 15 bottiglie di plastica si fa un maglione;
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Con 13 scatolette in acciaio si fabbrica una pentola;
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9 scatoloni su dieci sono prodotti con cartone riciclato;
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Il 60% delle bottiglie è di vetro riciclato;
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L'industria italiana del mobile ricicla 2/3 milioni di tonnellate di legno;
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Dalle buste di plastica si possono fare vestiti da Sposa o costumi da Bagno;
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Tritando i bicchierini del caffè, nascono le matite.
L’incenerimento insomma non è la soluzione alla crisi dei rifiuti. I rifiuti possono essere riutilizzati, compostati e riciclati in condizioni di sicurezza garantendo, in tal modo, una soluzione sostenibile ad un problema globale.
Maria Carola Catalano
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