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Sicko
Cerca di non ammalarti!
di Alessio Strambini
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Nonostante gli Stati Uniti d’America siano il paese più ricco del mondo non offrono ai propri cittadini l’assistenza sanitaria gratuita. Il regista Michael Moore -dopo Bowling a Colombine e Fahrenheit 9/11, rispettivamente sulla stage compiuta con armi da fuoco da due ragazzi in un liceo e sulla tragedia delle Torri gemelle - con Sicko lancia le sue invettive contro la sanità statunitense.
Cerca di mantenerti in salute, sembra dire il cineasta, se sei tra quei 50 milioni di americani che non hanno un assicurazione sanitaria, anche se fortunatamente gli altri 250 milioni ne sono tutti provvisti.
Il film documentario del 2007 è un excursus dei casi più eclatanti di cittadini che hanno avuto l’unica sfortuna di ammalarsi.
Come Rick che ha dovuto scegliere, dopo aver perso due dita lavorando alla sega circolare, di farsi attaccare il dito medio per 60.000 dollari o l’anulare per 12.000, ed essendo romantico ha scelto quest’ultimo. Oppure come Larry e Donna Smith, lui reduce da tre infarti e lei malata di cancro che vivono nel ripostiglio della casa della figlia. Pur avendo l’assicurazione sanitaria, i contributi e le spese deducibili sono finiti presto e hanno dovuto vendere la loro abitazione.
“Credevo che le compagnie esistessero per aiutarci –si chiede Moore- così misi un post su internet invitando la gente a scrivere se avevano avuto problemi con le compagnie”.
Il regista ottenne 3500 risposte in 24 ore e 25.000 in una settimana.
In realtà le compagnie esistono per fare soldi e i medici vengono incentivati con un bonus su riescono a far risparmiare finanziariamente la compagnia. Anche se in questo modo non vengono prescritte tutte le cure necessarie, oppure ci si attacca a dei cavilli per evitare di pagare. Nella seconda parte del film il regista visita il Canada, l’Inghilterra e la Francia per capire come funzionino i sistemi sanitari pubblici. Dal Michigan Moore, attraversando un ponte, si trova subito in Canada, e nota che alcuni suoi concittadini fanno lo stesso per riuscire a curarsi in modo gratuito.
Un cittadino canadese di nome Red, a differenza di Rick, benché avesse avuto un grave incidente con la sega circolare, va in ospedale e gratuitamente gli vengono attaccate le quattro dita della mano.
Moore si sposta in Inghilterra per capire come un ricovero ospedaliero possa essere gratuito, in un Paese dove nei nosocomi c’è addirittura il cassiere che dà ai pazienti i soldi necessari per prendere l’autobus per tornare a casa. In Inghilterra, più scrupoloso è il lavoro fatto con i pazienti e più i medici vengono pagati: un nuovo sistema prevede che maggiore è il numero di pazienti che hanno la pressione bassa, o il colesterolo basso, o che smettono di fumare e più il dottore riceve uno stipendio alto.
E’ un principio di solidarietà, gli spiegano i cittadini francesi, perché non vuole credere che in Francia esistano cure sanitarie gratuite, l’istruzione universitaria gratuita e baby-sitter pagate dallo Stato.
Tornato in patria, affronta il problema di molti soccorritori che hanno lavorato a Ground Zero, sviluppando malattie polmonari, ma che non vengono aiutati dal governo. Nella base di Guantanamo, dove sono detenuti alcuni terroristi responsabili dell’attentato, esiste un servizio medico 24 ore al giorno e un rapporto medico paziente di 1 a 4.
Esiste quindi un posto sul suolo americano dove le cure mediche sono gratuite. La troupe affitta delle imbarcazioni a Miami e parte con alcuni soccorritori del 9/11 ed altri cittadini che faticano ad avere assistenza. Non riuscendo ad entrare a Guantanamo si dirigono a Cuba, un Paese conosciuto per avere uno dei sistemi sanitari migliori del mondo. Moore porta i pazienti a farsi curare all’ospedale dell’Avana dove per entrare non devono pagare o mostrare assicurazioni sanitarie, ma lasciare solo il nome e la data di nascita. I pompieri dell’Avana, sapendo che in città erano presenti i soccorritori dell’undici settembre li hanno poi invitati nella loro caserma per ringraziarli.
Il modo di analizzare i fatti e le testimonianze del regista è davvero eccellente, ma i troppi argomenti affrontati rendono il film eccessivamente lungo, e questo influisce sulla capacità di far presa sul pubblico.
“Se riuscissimo a liberarci dalle spese mediche, dai prestiti universitari e delle baby-sitter, quello sarà davvero un giorno diverso per l’America” sostiene il regista, parafrasando il concetto espresso da un senatore inglese: se i popoli hanno salute, istruzione e fiducia hanno meno paura del governo e sono quindi meno controllabili.
Alessio Strambini
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