
FILM & VIDEO
Babe
Perfavore, non mangiarlo!
di Alessio Strambini
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“Questa è la storia di un cuore puro e senza pregiudizi e di come esso ha cambiato la nostra valle per sempre”.
Inizia così Babe maialino coraggioso, la bella storia di un piccolo suino che porterà sconvolgimento nella fattoria Hoggett. Una fattoria di animali parlanti e non solo. Già perché, presso gli Hoggett, ogni bestia è archetipo di una particolare caratteristica umana.
Maa, ad esempio, è una vecchia pecora che rappresenta la saggezza e la prudenza, ed insieme la paura verso i “tutori dell’ordine”: i cani, che lei non distingue dai lupi.
L’amore fedele e la disciplina vengono personificati da Rex e Fly, la coppia di cani da pastore che ha appena messo al mondo una numerosa cucciolata.
E se Babe è stato strappato precocemente all’affetto di sua madre, eleverà la femmina Fly a propria guida, nel momento in cui anch’ella perderà la vicinanza dei figli, venduti dal fattore ad alcuni abitanti della zona. Questa affiatamento non farà che ingelosire Rex, il quale da subito non ha visto di buon occhio l’ingenuo dal codino arricciato.
Tuttavia, il personaggio più emblematico è sicuramente Ferdinand, un papero che si crede un gallo e che ogni mattina toglie al legittimo proprietario il piacere di dare la sveglia ai padroni.
Ma sarà quando la signora Hoggett acquisterà una sveglia, denominata “gallo meccanico” dagli animali, che Ferdinand porterà a termine il suo piano criminale: quello di far tacere per sempre l’odiato arnese automatico.
Per compiere il progetto si farà aiutare da Babe, anima quanto mai generosa ed inesperta. Mentre entreranno in casa, luogo off-limits per tutte le bestie, tranne che per cani e gatti, i due complici faranno un pessimo incontro con Duchessa, la micia persiana, la quale non poteva essere doppiata se non dalla calda voce suadente di una donna.
Alla lunga lista di animali parlanti, infine, non mancano all’appello tre topolini canterini. Quindi un parallelismo con La fattoria degli animali di orwelliana memoria? In parte, ma la nostra storia differisce per due importanti particolari.
Diversamente dal romanzo, nel film sono sempre presenti gli esseri umani, anch’essi tratteggiati in modo piuttosto evidente. Arthur Hoggett, alto, allampanato, gran lavoratore ma taciturno e schivo e la signora Hoggett, bassa, tarchiata, pettegola e orgogliosa di arrivare sempre prima ai concorsi per la miglior marmellata.
Nella pellicola, sempre diversamente dal libro di Orwell, il maiale non vuole erigersi a comandare gli altri animali, diventando un dittatore, ma si imporrà solo per doti di intelligenza e bontà d’animo. Già, perché la storia deve ancora avviarsi al finale.
La vicinanza e i consigli di Fly permetteranno a Babe di diventare un maiale pecoraio, e Hoggett lo iscriverà ad un concorso per cani da pastore, suscitando scandalo e risate tra i giudici, il pubblico e i telecronisti. In questa vicenda verrà coinvolto anche Rex, che aiuterà il maialino a trovare la parola d’ordine per farsi capire dalle pecore del concorso, di una razza diversa da quelle della loro fattoria.
L’imprevisto permetterà finalmente a cani e ovini di parlarsi e capirsi, entrambi convinti com’erano dell’irrimediabile stupidità dell’altra razza. Insieme, il fattore e Babe, dimostreranno che con la tenacia e la gentilezza si ottiene tutto, riuscendo a vincere la gara.
La pellicola insiste soprattutto sui sentimenti quasi umani provati dagli animali: la gelosia e la paura dell’abbandono, ma anche l’intraprendenza.
Gli animali conoscono la legge naturale che impone di accettarsi per come si è, una regola disattesa da Ferdinand, che scappa dalla fattoria per evitare di finire in padella, e da Babe, che invece esprimerà tutte le sue potenzialità rimanendo vicino, ed anzi aiutando il fattore.
Una crudele necessità, quella di diventare cibo per gli uomini, a cui molte bestie non vogliono pensare e che viene ironizzata all’inizio del film. Infatti, quando la mamma di Babe viene allontanata dai suoi cuccioli, la voce fuoricampo racconta che “prima diventeranno grassi e grossi e prima raggiungeranno il paradiso dei maiali, un posto di infinita letizia da dove nessun animale ha mai voluto fare ritorno”.
Un'ultima nota riguarda gli effetti speciali (usati per simulare la dizione degli animali) e l’ottimo doppiaggio della pellicola. Espedienti che, assieme alle bestie ammaestrate alla perfezione, riescono a suscitate forti emozioni.
Alessio Strambini
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