
SCANDALO A TAVOLA
Oggi il menù offre Tordi,
Allodole, Pettirossi e Tassi
Nei ristoranti e nelle macellerie in vendita carne
di animali non cacciabili e non commerciabili
di Maria Carola Catalano
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ROMA (9 Novembre 2007)
Gli investigatori del NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali), affiancati da quelli del NAF (Nucleo altamente specializzato nella repressione delle frodi alimentari) della Forestale, da personale del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato e dalla ASL Frosinone – Servizio Igiene degli Alimenti, hanno effettuato controlli presso alcuni ristoranti e strutture ricettive nel Parco Naturale dei Monti Simbruini, nel Lazio, ed hanno trovato oltre cento chilogrammi di carne congelata, appartenente a specie animali non cacciabili o conservata non rispettando le apposite norme.
La carne era infatti custodita all'interno di frigoriferi per gelati.
Tra la merce sequestrata, secondo le analisi, effettuate sui campioni inviati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per l’Abruzzo e il Molise di Teramo, anche carne di tasso, un animale della famiglia dei mustelidi, di cui è vietata la caccia, e di cinghiale selvatico che, non essendo sottoposta a controllo sanitario, non è utilizzabile per la consumazione umana.
Tale carne, secondo la Forestale, veniva utilizzata per la preparazione dei pasti offerti a turisti e visitatori del Parco. Pappardelle al ragu' di cinghiale selvatico, crostini al pate' di tordo o con sugo di tasso, sono soltanto alcuni dei piatti che era possibile degustare in alcuni ristoranti del comune di Jenne, nel Parco dei Monti Simbruini.
“Il titolare del ristorante e la sua socia - dichiara la Forestale - sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio, per ricettazione, per il reato di detenzione ai fini del commercio di fauna selvatica non cacciabile e per somministrazione di alimenti in violazione alle vigenti normative sanitarie.
Inoltre sono in corso di accertamento le verifiche sulla legittimità delle opere edilizie esistenti sulla proprietà, che si trova all’interno del perimetro del Parco dei Monti Simbruini”.
Questo fatto spiacevole, purtroppo, non è l’unico caso di fauna non cacciabile venduta illecitamente. Anche a Pisa, due anni fa, era successo qualcosa di simile. Il nucleo di vigilanza ambientale del WWF della città, insieme al personale del Corpo Forestale dello Stato, aveva scoperto una centrale di commercio illegale di animali selvatici protetti. Quella volta però si trattava di uccelli e non di tassi. Un’antica macelleria nel centro della città aveva esposto in vetrina un cartello che informava della possibilità di acquistare “allodole, tordi e uccellini”.
Una guardia del WWF di Lucca in incognito, si spacciò per un acquirente interessato e concordò con il titolare della macelleria l’acquisto di un quantitativo di uccellini per il successivo martedì. Il giorno della consegna si presentò insieme ad altre due guardie WWF e quattro agenti del Corpo Forestale pisano.
La perquisizione che seguì subito dopo portava alla luce l’ingente quantitativo di sessanta chilogrammi di fauna non commerciabile. Tra gli uccelli non vendibili erano presenti: allodole, fringuelli, cappellacce, folaghe, luì piccolo, passeri, pettirossi, merli e tordi. Nel corso di ulteriori controlli, condotti dal Servizio Veterinario della ASL, si riscontravano anche violazioni di natura igienica.
Maria Carola Catalano
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