Per sogni di seta…
Qualche tempo fa ho preso coscienza di una cosa: per produrre la seta non si aspetta gentilmente che il baco abbia finito il suo lavoro e lasci il suo bozzolo trasformato in falena, a quel punto parzialmente danneggiato dalla sua fuoriusciata, ma si lessa la creaturina lasciando in vita solo le falene necessarie a produrre altre uova.
E la giostra continua.
Triste vero? E pensare che la dicitura “fibre naturali” sembrava così rassicurante, preziosa certo, ma rassicurante.
E’ una storia “parallela” agli scoop che trovi nel progetto “Autodifesalimentare.it” dove cerchiamo di andare a fondo e capire come vengono prodotte le cose che ci ritroviamo a tavola. Ma sono anni che ho deciso di mettermi alla ricerca della “conoscenza raffinata delle cose”, tantè che allarghiamo un po’ il quadro…
E dato che non è mai mia intenzione dare brutte notizie bensì fornire soluzioni alternative e pratiche… ho fatto una bella scoperta: esistono produzioni di seta cruelty free… la seta non è così setosa come l’altra (ma insomma sempre seta è!!!) è viene usata per vestiti ma anche per trapunte.
Questo non significa, almeno per me, scelte drastiche, mi vedrai ancora con la mia giacca di seta rossa o con la stola a fiori che mi piacciono tanto… ma quando dovrò scegliere in futuro tra cotone e seta sceglierò cotone, se potrò scegliere tra seta tradizionale e quella cruelty free, sceglierò senza dubbio la seconda.
Tutto qui. Un pizzico di consapevolezza anche su quello che mettiamo addosso.
Allora, per arrivare al punto, la triste storia delle falene è paragonabile a quella delle oche da piume… e dato che oggi voglio parlare di sogni d’oro, parliamo di sogni buoni, equi e solidali.
Ho avuto per anni la trapunta di piume sul letto senza chiedermi quali oche compiacenti avessere dato il permesso di usare le loro piume. Semplicemente non mi sono mai posta il problema.
Insomma, uno non ci pensa a queste cose, ma poi ci pensa e non è più la stessa cosa.
E quando visualizzi la scena delle povere oche, capita che ti possa venire un po’ di orticaria, un po’ di prurito, al pensiero…
Almeno è quello che è capitato a me.
Perchè anche lì… non è che le raccolgono da terra nei “nidi” di oche selvatiche… nè ne strappano qualcuna gentilmente… le strappano e basta in modo doloroso e brutale. Stacci tu nell’allevamento di oche a farti strappare e ricrescere le piume, sopratutto quelle più pregiate… hai presente? Le piumette del collo… Argh!!!
E mentre noi facciamo dolci sonni, le oche mezze nude con il raffreddore… E allora?
Adesso, se hai le piume nel letto non è che le devi buttare, però smetti di acquistarle, di regalarle, di consigliarle. Anche perchè c’è un nuovo modo favolosissimo di dormire…
Ho scoperto qualcosa che non può mancare sul letto, una trapunta di bambagia di seta pura cruelty free.
Cosa c’è di meglio?
Niente te lo assicuro… e al di là delle seghe mentali ambientaliste ed umanitarie (ah, perchè dimenticavo, di solito nell’industria della seta tradizionale usano ibambini!
) una trapunta così è da provare assolutamente! E da amare per sempre, perchè è indistruttibile, non si sbriciola e non crea allergie.
Perfetta quando fa molto freddo e quando è solo fresco dato che la seta è considerata il miglior termoregolatore al mondo. Trattiene il calore del corpo, equilibra l’umidità e la temperatura, così che non c’è bisogno di altre coperte.
Eccone una garantita dal Commercio Etico di “Merci Dolci“.
Per saperne di più, clicca qui, c’è anche uno spassoso (e sacrosanto) brano del mio amico Jacopo Fo, tratto da “La maggioranza dei ricchi non capisce niente del lusso“.
Sogni d’oro!




Ed è pratico.



















