Archive for maggio, 2010

*Prima o poi la faccio ‘sta pazzia! :-)

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E’ successo all’improvviso, un fugace raggio di sole tra un diluvio e l’altro, la voglia di svegliarsi al mattino e buttare fuori i piedi direttamente in spiaggia, andare a zonzo senza pensieri per la testa, esplorare mercatini artigianali, vivai, grandi mercati locali, prepararsi una tisana al tramonto in cima ad una collina…

Io, proprio io che non amo per niente le macchine, con la mia picantina verde Weco mi sento felice quando so di non contribuire al parco “mostri energivori” che sfrecciano dappertutto incuranti del picco del petrolio

Ma sai anche quanto mi piace riusare, reciclare, far vivere ancora vecchi oggetti pregni di storia e di passione…

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Insomma è stato un attimo, complice Google, per tornare a quell’emozione grande che ho provato un anno fa quando ho visto un furgoncino zeppo di fiori… e sono andata fuori di testa!

Chissà perchè!!! Quali “memorie” avrò ripescato?

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E così, ancora indecisa tra un carretto tirato da cavalli stile Amish (se ti fa ridere visualizzarmi così, ci pensi a Leonardo con il cappello nero e le classiche basettone?) e un mezzo che vada a biocarburante (ecodiesel, olio di frittura, olio di mais o magari con i pannelli solari sopra), stavo frugando nel web alla ricerca di immagini per innamorarmi

E’ successo così…

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Già mi vedo con i jeansetti macchiati di vernice, una bandana in testa a dipingere fiori su una vecchia carcassa evergreen

… arredare l’interno con legno e stoffe per renderlo un castello su ruote, un simbolo vivente di un ritorno ad un passato meno frenetico e meno “spottizzato” dalla TV.

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Amore per la natura in primis, decrescita dello spreco per ritrovare le cose davvero vere.

Come un mitico Volkswagen Transport da riportare alla Vita, con il tuo mondo ridotto all’essenziale dentro, per andare in totale libertà a portare il tuo messaggio là dove ti portano i sogni!

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*Per sogni di seta…

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Qualche tempo fa ho preso coscienza di una cosa: per produrre la seta non si aspetta gentilmente che il baco abbia finito il suo lavoro e lasci il suo bozzolo trasformato in falena, a quel punto parzialmente danneggiato dalla sua fuoriusciata, ma si lessa la creaturina lasciando in vita solo le falene necessarie a produrre altre uova.

E la giostra continua.

Triste vero? E pensare che la dicitura “fibre naturali” sembrava così rassicurante, preziosa certo, ma rassicurante. :(

E’ una storia “parallela” agli scoop che trovi nel progetto “Autodifesalimentare.it” dove cerchiamo di andare a fondo e capire come vengono prodotte le cose che ci ritroviamo a tavola. Ma sono anni che ho deciso di mettermi alla ricerca della “conoscenza raffinata delle cose”, tantè che allarghiamo un po’ il quadro…

E dato che non è mai mia intenzione dare brutte notizie bensì fornire soluzioni alternative e pratiche… ho fatto una bella scoperta: esistono produzioni di seta cruelty free… la seta non è così setosa come l’altra (ma insomma sempre seta è!!!) è viene usata per vestiti ma anche per trapunte. :)

Questo non significa, almeno per me, scelte drastiche, mi vedrai ancora con la mia giacca di seta rossa o con la stola a fiori che mi piacciono tanto… ma quando dovrò scegliere in futuro tra cotone e seta sceglierò cotone, se potrò scegliere tra seta tradizionale e quella cruelty free, sceglierò senza dubbio la seconda.

Tutto qui. Un pizzico di consapevolezza anche su quello che mettiamo addosso.

Allora, per arrivare al punto, la triste storia delle falene è paragonabile a quella delle oche da piume… e dato che oggi voglio parlare di sogni d’oro, parliamo di sogni buoni, equi e solidali.

Ho avuto per anni la trapunta di piume sul letto senza chiedermi quali oche compiacenti avessere dato il permesso di usare le loro piume. Semplicemente non mi sono mai posta il problema.

Insomma, uno non ci pensa a queste cose, ma poi ci pensa e non è più la stessa cosa.

E  quando visualizzi la scena delle povere oche, capita che ti possa venire un po’ di orticaria, un po’ di prurito, al pensiero…

Almeno è quello che è capitato a me. :(

Perchè anche lì… non è che le raccolgono da terra nei “nidi” di oche selvatiche… nè ne strappano qualcuna gentilmente… le strappano e basta in modo doloroso e brutale. Stacci tu nell’allevamento di oche a farti strappare e ricrescere le piume, sopratutto quelle più pregiate… hai presente? Le piumette del collo… Argh!!!

E mentre noi facciamo dolci sonni, le oche mezze nude con il raffreddore… E allora?

Adesso, se hai le piume nel letto non è che le devi buttare, però smetti di acquistarle, di regalarle, di consigliarle. Anche perchè c’è un nuovo modo favolosissimo di dormire…

Ho scoperto qualcosa che non può mancare sul letto, una trapunta di bambagia di seta pura cruelty free.

Cosa c’è di meglio?

Niente te lo assicuro… e al di là delle seghe mentali ambientaliste ed umanitarie (ah, perchè dimenticavo, di solito nell’industria della seta tradizionale usano ibambini! :( ) una trapunta così è da provare assolutamente! E da amare per sempre, perchè è indistruttibile, non si sbriciola e non crea allergie.

Perfetta quando fa molto freddo e quando è solo fresco dato che la seta è considerata il miglior termoregolatore al mondo. Trattiene il calore del corpo, equilibra l’umidità e la temperatura, così che non c’è bisogno di altre coperte.

Eccone una garantita dal Commercio Etico di “Merci Dolci“.

Per saperne di più, clicca qui, c’è anche uno spassoso (e sacrosanto) brano del mio amico Jacopo Fo, tratto da “La maggioranza dei ricchi non capisce niente del lusso“.

Sogni d’oro! :D

Imbottite di Bambagia di seta pura

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*Da Perugia a Assisi: Marcia per la Pace 2010

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*Tra quelle mani alzate…

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Mentre si sta consumando l’ultimo disastro ambientale (lo scorso 20 aprile 2010 nel Golfo del Messico è esplosa la piattaforma Deepwater Horizon che ha causato la morte di 11 persone e rilasciato in mare una quantità imprecisata di petrolio), che sta mettendo a rischio la vita delle 6 specie di balene presenti nell’area, il tonno rosso e le quattro specie di tartarughe marine che in questo periodo si riproducono nel Golfo del Messico….

… Ti invito a vedere un video particolarmente suggestivo che si chiama: “Give Earth a Hand”, “Dai una mano alla Terra” tutto fatto con delle mani alzate che creano boschi, mare, grano… clicca qui

Tra quelle mani alzate c’è la mia… e la tua? Perchè cambiare si può e si deve!

Grazie ai Cyberattivisti di Greenpeace. :D

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