Dicembre 2009: Copenhagen la conferenza ONU sul clima
L’ultima volta che sono andata in montagna sono rimasta terribilmente delusa della fanghiglia che da bambina ricordavo essere un ghiacciaio.
A parte il fatto che è normale che ai bambini le cose appaiano sempre più “maestose” (come quando ritorni nella casa dove abitavi da piccolo e ti sembra che si sia ristretta
), ma la realtà era un’altra: il ghiacciaio stava morendo.
E non è una novità perchè lo scioglimento dei ghiacciai e la clisi del clima è la peggiore minaccia a livello ambientale che ci troviamo ad affrontare oggi!
Le emissioni dei gas serra dei cosiddetti “paesi civilizzati” aumentano giorno dopo giorno… Oggi la temperatura terrestre è di +0,8°C e si stima che entro il 2100 si possa arrivare a +6°C.
E questo sarebbe un disastro ambientale inimmaginabile.
Anche stabilizzando le emissioni di CO2 e portandole vicino allo zero entro il 2050 ci saranno dei cambimenti irreversibili: al momento è priorità di tutti cercare di salvare interi ecosistemi e milioni di vite umane.
“I cambiamenti climatici causeranno l’estinzione in massa del 20-30% delle specie oggi conosciute; la perdita di ghiaccio nell’Artico e nell’Antartico ha superato gli scenari più negativi disegnati dagli scienziati, e molti atolli e isole rischiano di sparire costringendo intere popolazioni a spostarsi.
Quando i terreni fertili verranno colpiti da siccità e alluvioni, la sicurezza alimentare di miliardi di persone sarà a rischio.”
(Fonte Greenpeace)
Gli scienziati sono più o meno tutti concordi, ma i politici ancora non hanno fatto passi decisivi. Eppure c’è un’urgente necessità di decisioni risolutive, di leggi, di cambiamenti veloci. Perchè di tempo ne resta ancora molto poco.
Copenhagen è l’ultima chiamata. La conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici prevista per Dicembre 2009 è l’ultima chanche per mettere tutti d’accordo, arginare gli effetti più catastrofici e prendere provvedimenti immediati.
Questa crisi climatica, l’ho detto più volte, è una sfida e un’opportunità.
L’opportunità di cambiare, di assumere atteggiamenti più consapevoli, posti di lavoro “verdi” per favorire una ripresa economica, nuove abitazioni, nuovi stili alimentari, nuovi insediamenti nel rispetto della Natura.
Cosa possiamo fare noi oggi?
Cosa puoi fare tu da adesso?
Ci sono tante cose da fare! Basta con l’aspettare che gli altri facciano qualcosa al posto nostro ben sapendo che non lo faranno. Basta con l’atteggiamento attendista e catastrofico del “tanto non cambierà mai nulla“…
Come diceva una canzone negli anni ‘80, gli altri siamo noi.
Se non saremo noi a fare qualcosa, a cambiare stile di vita ed uscire dal gregge, ad impostare un nuovo paradigma, a crederci, a smuovere energie buone… saremo noi per primi a subirne le conseguenze.
Se siamo qui è per evolverci e migliorare. E l’evoluzione inizia quando cominciamo a prenderci le nostre singole responsabilità con gioia, pazienza ed amore.















