Archive for agosto, 2008

*In viaggio tra luce e tenebre…

Una volta c’era un’anima che sapeva di essere la luce. Si trattava di un’anima nuova, e quindi ansiosa di compiere esperienze. “Sono la luce”, diceva. “Sono la luce”. Eppure tutta la consapevolezza di ciò e tutto il ripetere quell’affermazione non poteva essere un sostituto dell’averlo sperimentato.

E nel regno dal quale quell’anima emergeva, esisteva soltanto la luce. Ogni anima era grande, ogni anima era meravigliosa e ogni anima splendeva con la luminosità della Mia gloria. E quindi, la piccola anima in questione era una candela di fronte al sole. in mezzo alla più grande delle luci – della quale Io ero parte – non riusciva a vedere se stessa, nè a mettere alla prova se stessa come Chi e Cosa in Realtà essa E’.

Ora si dava il caso che quest’anima anelasse senza tregua a conoscere se stessa. Ed era così grande il suo anelito che un giorno le dissi: “Sai che cosa devi fare per soddisfare questo tuo anelito?” “Oh, che cosa, Dio? Che cosa devo fare? Sono pronta a tutto”, dissa la piccola anima.

“Devi separarti dal resto di noi”, risposi, “e poi devi richiamare su di te le tenebre.”

“Che cosa sono le tenebre, Signore Santo?” domandò la piccola anima.

“Quello che tu non sei”, risposi, e l’anima capì.

E quindi l’anima lo fece, allontanandosi dal Tutto, proprio così, recandosi addirittura fino a un altro regno. E in quel regno l’anima aveva il potere di convocare nella sua esperienza tutti i generi di tenebre. E così fece.

Non di meno, in mezzo a tutte le tenebre, prese a gridare: “Padre, Padre, perchè mi hai abbandonato?”

Proprio come fate voi nei vostri momenti più bui. Eppure non vi ho mai abbandonato, ma vi sono sempre stato al fianco, pronto a rammentarvi Chi Siete in Realtà; pronto, sempre pronto a riportarvi a casa.

Perciò siate una luce nelle tenebre, e non maleditele e non dimenticate Chi Siete nel momento in cui vi trovate circondati da quello che non siete. E lodate la creazione, anche mentre cercate di cambiarla.

E sappiate che quanto fate nel momento della vostra peggiore prova può portarvi al vostro più grande trionfo.

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Conversazioni con Dio
Neale Donald Walsch

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*Controllo del Peso, Fame e Forza di Volontà

Controllo del peso, fame e forza di volontà MP3

Il 26 Giugno scorso ho avuto il piacere e l’onore di intervistare Leonardo Di Paola in un bollente teletraining web intitolato “Controllo del Peso, Fame & Forza di Volontà“.

Le domande che sono arrivate in Redazione sono state numerose e tutte molto pertinenti e ad un certo punto il ritmo si è fatto davvero incalzante, anche grazie alla partecipazione in diretta dei nostri ascoltatori tramite la chat.

Leonardo poi si è regalato in diretta live per oltre 1 ora e mezza consecutiva svelandoci i suoi segreti di Coach, le soluzioni ai vari tipi di “fame” ed il suo sistema Nord Sud Ovest Est…

Bene, questo teletraining – nato un po’ per gioco – è piaciuto al punto da diventare un AUDIO MP3 disponibile sul circuito on line “Il Giardino dei Libri”.

Da ascoltare sul PC o sul lettore CD o DVD ma anche magari da portarsi dietro mentre si va a fare un po’ di sport, una passeggiata in spiaggia, o per ammortizzare i tempi morti mentre si guida nel traffico…

Per saperne di più, clicca qui…. E buon ascolto! : )

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*Convivialità forzata

flower-birthday-cake.jpgIl nostro rapporto con il cibo dipende da tanti fattori, cultura alimentare, disponibilità o attenzione familiare, metodi di cottura, gusti personali… semplici o ricercati, scappatoie e/o guadagni secondari, sensi di colpa…

Riflettevo che anche le sensazioni legate alle festività hanno la loro importanza…

Che tipo di sentimenti ed emozioni provi quando pensi al pranzo di Pasqua, la cena di Natale, il cenone di Capodanno, il pranzo di Ferragosto?

Cosa prevale nella tua memoria?

Aspettative disattese o ricordi gioiosi? Antiche costrizioni o momenti affettuosi?

Conosco persone che si illuminano all’idea della festa, visualizzano la gioia dell’intimità familiare e sentono già l’acquolina in bocca pregustando chissà quanti manicaretti…. Persone che hanno  indissolubilmente legato l’atto del preparare, cucinare, servire in tavola e mangiare, alla famiglia – come se in famiglia si potesse fare solo questo – e fanno di ogni occasione (compleanno, onomastico, nuovo lavoro, macchina nuova etc…) un pretesto per festeggiare, mangiando, a suon di spumante e pasticcini…

Ma non perchè siano necessariamente golosi (sì certo, alla fine lo sono diventati gioco forza) ma perchè hanno strettamente collegato la convivialità alla gioia, e si sentono amati e apprezzati in questo ambito.

Cosa c’è di più antico del dono del cibo?

butterfly-cake-test.jpgSì, siamo d’accordo… Ma perchè ogni volta che si va a trovare i parenti ti devono per forza offrire qualcosa da bere o da mangiare… E non smettono di tormentarti finchè non hai trovato qualcosa che vada bene?

E se non accetti niente ti dicono che stai dimagrendo (a prescindere dalla tua effettiva stazza), che sei sciupato, che forse è meglio fare un po’ di analisi…?

E così devi cedere affinchè loro, paghi di averti infilato quell’assurda gelatina in bocca alle 3 del pomeriggio, un momento in cui sei ancora beatamente in digestione e non sentivi assolutamente il bisogno di nulla, possono continuare a parlare del più o del meno….

Ma questa è un’altra questione.
Torniamo alle feste comandate o inventate…

Molte altre persone si sentono invece a disagio al pensiero di organizzare e/o subire enormi tavolate familiari-amicali.

Magari, da piccoli, ricordano le feste come momenti di tensione che questi eventi di convivialità forzata generavano, il dover fare “bella figura” con gli amici,  le persone indesiderate che bisognava invitare, quella falsa atmosfera che celava disappunto e sopiti rancori… Tutto questo, ancora una volta finisce per riflettersi sull’idea del cibo intridendolo di emozioni “altre” che poco dovrebbero entrare nel discorso.

Ci sono persone che magari hanno vissuto dei traumi proprio il giorno di Ferragosto e hanno collegato il senso di angoscia a quella festa come ad altre…

Che dire? Cos’è peggio?

In termini di linea e salute, la prima situazione è spesso un disastro. Un gesto di amore si trasforma a lungo andare in cannibalismo, autodistruzione e futura obesità, diabete, ictus…

In termini emozionali la seconda situazione non è certo sana, perchè più volte all’anno ci si predispone impotenti all’angoscia

Come cercare di migliorare questa empasse?

Lo dico spesso, io sono per festeggiare il “non compleanno” del Cappellaio Matto e cerco sempre di evitare le feste ufficiali (spesso solo pretestuose imposizioni pubblicitarie) che riempiono le strade di traffico e i luoghi di gente chiassosa, insoddisfatta, mal servita…

Ma al di là di questo, che soluzioni ci possono essere?

Festeggiare introducendo piano piano altri elementi che non siano legati al cibo (uno spettacolo, una gita al mare o in montagna, una gara sportiva, un lavoro da fare tutti insieme) nel primo caso, e organizzare delle piccole cene - possibilmente al di fuori delle feste comandate per non riviverne neanche ancestralmente il mal umore – con degli amici scelti per ritrovare il gusto della convivialità nell’altro caso.

pieces-of-cake.jpgConcentriamoci quando mangiamo, sul cibo e solo su quello, sul momento presente il più possibile scevro da altre tensioni.

Riprendiamoci la NOSTRA vita.

Ricominiciamo a vivere il qui e ora e che il Ferragosto incombente o qualsiasi altra festa non sia più un problema ma un’altra opportunità di crescita, consapevolezza e gratitudine.

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