Durante le mie esperienze lavorative “tradizionali”, ho spesso visto colleghe in lacrime piene di sensi di colpa perchè volevano un bambino, perchè erano in attesa di un bambino o perchè quando il figlio aveva la febbre avrebbero preferito restargli accanto.
E ragazze che si sono licenziate spontaneamente quando hanno capito di aspettare un figlio!!! Questa cosa è assurda. Sentirsi in colpa con il datore di lavoro se si vuole avere un figlio quando è lo stato (cioè noi) che gli paga la maggior parte delle spese!
E ancora, molte ragazze vengono semplicemente licenziate, cacciate (nel caso non abbiano contratti sicuri come quelle che lavorano “al nero”) o sono vittima di “mobbing” finchè non sono costrette a lasciare il lavoro.
Ma la cosa più atroce, dal punto di vista professionale, è che una donna è psicologicamente debole, vittima comunque del suo datore di lavoro solo per il fatto di essere donna, perchè “pensa in prospettiva” a quando metterà su famiglia, ha paura di perdere il lavoro, accetta stipendi più bassi rispetto a colleghi maschi parilivello (cervello più piccolo magari, ma niente ovaie), accetta soprusi e richieste e favori sullo stile ”portare il caffè”…. E piano piano si convince di non volere niente di più, che non ha poi tanto bisogno di gratificazione, aggiornamento, studio, evoluzione…
Quante ne ho viste! Quante ne sento ogni giorno!
Quando ho capito i vantaggi di un’attività indipendente ho cercato anche di diventare un esempio per far capire agli altri cosa significhi “lavorare in proprio” “lavorare da casa” e prendersi la responsabilità della propria crescita professionale ed emotiva.
Per offrire sia alle donne (anche non mamme perchè sei discriminata allo stesso modo a causa delle tue ovaie e delle tua innata disponibilità femminile, ma anche agli uomini che non abbiano voglia di fare lotte celoduriste), l’idea che se lo vuoi è davvero possibile oggi – nell’era di internet – lavorare da casa grazie a un sistema di formazione a distanza, la possibilità di aprire uno studio di consulenza o un club del benessere…
Di opportunità ce ne sono tante, sopratutto nell’ambito del Wellness o della Green Economy… Ma la prima cosa è capire che nessuno ti busserà a casa per offrirti uno “stipendio”, si devono acquisire nuove competenze, lavorare duro, partire da sé stessi, migliorarsi, imparare cose nuove, aprire gli orizzonti. In poche parole, formarsi.
Mamme Wellness Coach?
Sì, chi meglio di una mamma ha (dovrebbe avere) a cuore la nutrizione a partire dai propri cari?
Questo è uno dei miei sogni, un esercito di rivoluzionarie del benessere, fiere di aiutare gli altri a vivere meglio senza dover rinunciare alle gioie della famiglia nè a quelle dell’intelletto!