Archive for settembre, 2007

*Benessere

paul_pilzer.jpgIl “Benessere” viene definito nel dizionario come “la qualità o lo stato di essere in buona salute inteso specialmente come obiettivo attivamente ricercato”.

L’affare benessere è pro-attivo. Le persone diventano volontariamente clienti - per sentirsi più in forma, per ridurre gli effetti dell’invecchiamento e per evitare di diventare clienti dell’affare malattia. Tutti vogliono essere clienti di questa prima fase di avvicinamento della salute…

Industria della malattia:
prodotti o servizi forniti in maniera reattiva alle persone con un malessere in atto, che varia da un comune raffreddore fino a tumori cancerosi. Questi prodotti o servizi cercano sia di curare i sintomi di una malattia sia d’eliminare la malattia stessa.

Industria del benessere:
prodotti e servizi forniti in maniera proattiva alle persone sane (senza una malattia in atto) per farle sentire ancora meglio e di migliore aspetto, per ritardare gli effetti dell’invecchiamento, o per prevenire lo sviluppo di malattie al primo stadio…

I prodotti dell’industria del benessere sono capaci di “uscire dallo scaffale da soli” senza una continua promozione. Ogni volta che i consumatori di prodotti salutari di successo nominano la loro età, praticano con abilità un’attività fisica, o perdono peso, i loro amici e colleghi chiedono loro che cosa fanno per mantenersi così giovani, diventare così forti o essere così in forma. Immancabilmente, la loro risposta porta all’acquisto di un articolo simile da parte della persona che ha posto la domanda.

I prodotti ed i servizi nell’ambito dell’industria del benessere riescono ad uscire con più facilità dagli scaffali, forse più di qualsiasi altro prodotto o servizio, poichè la gente nota immediatamente quando qualcuno ha avuto un’esperienza nel campo del benessere ed è impaziente di duplicare i risultati.

I prodotti e servizi per il benessere vengono consumati continuamente.
Per la loro natura, le vitamine, gli esercizi fisici, gli alimenti e altri prodotti e servizi per il benessere sono forse quelli consumati con più continuità nella nostra economia. Quando i consumatori di prodotti per il benessere trovano qualcosa che per loro funziona, normalmente diventano consumatori entusiasti di quel prodotto o servizio e si aprono alla sperimentazione di altri articoli per il benessere. Per esempio, una volta che le persone iniziano a fare attività fisica per perdere peso, spesso cominciano ad assumere integratori alimentari e a cercare una cucina più sana.

I prodotti ed i servizi per il benessere sono d’interesse generale.
Ogni essere umano, non importa quanto sia in salute o in forma, vuole essere ancora più in salute e più in forma. In parte ciò è dovuto al fatto che non c’è limite al sentirsi bene e forti, ma perlopiù ciò accade in quanto è meglio offrire soluzioni al problema universale dell’invecchiamento umano tramite l’industria del benessere piuttosto che consigliare i consumatori che stanno invecchiando ad accettare docilmente il deterioramento della loro condizione fisica….

I consumatori hanno il tempo per utilizzare la maggior parte dei prodotti e servizi per il benessere. I prodotti e servizi per il benessere rappresentano forse il solo settore di spesa consumistica che non richieda tempo per godersela. Il denaro speso per far sentire meglio una persona, sorridere meglio, sembrare più giovane, o sentirsi più in forma, produce gratificazioni che vengono apprezzate in ogni istante della giornata – al lavoro, a casa e in ogni altro momento.

E’ chiaro che il benessere sta per cambiare le nostre vite così come fecero l’automobile e il personal computer.

Paul Zane Pilzer
La Nuova Rivoluzione del Benessere

Commenti

*Formazione retribuita

Amo del mio lavoro la giornata di oggi, un corso di formazione con 5 ragazzi in gamba che vogliono cambiare vita, rinnovata energia, amici e colleghi di sempre… una giornata serena con un cocktail finale a sorpresa “offerto dalla casa” per tutti quanti…

L’Ospite Speciale ci ha fatto riflettere che tutti prima o poi insegnano qualcosa, insegnano ad un’amica come preparare il limoncello, insegnano ad un nuovo collega il lavoro che dovrà fare…

Mai nessuno ci paga per questo.

Spesso neanche con un grazie.

Mors tua, vita mea.

Nel mio attuale lavoro di Wellness Coach, è tutta un’altra storia!
Oggi mi pagano per insegnare alle persone quello che io ho imparato. E mi premiano anche!

Ogni storia ha il suo ciclo vitale, primi timidi passi, sicurezza e affermazione, maturità ed indipendenza. Guai a saltare uno dei passi!

Un’attività che premia, la tenacia, la costanza, la positività e l’attitudine.

Conoscenze che sono utilissime qualsiasi cosa tu decida di fare poi della tua Vita!

Io…? Io voglio cambiare il mondo!!! :D

Commenti

*Lotta allo Stress

Ho trovato un anti stress che gira sul web: 

in_caso_di_stress.jpg
Istruzioni:

1) Appendere su un muro o su una porta
2) seguire le istruzioni all’interno del cerchio
3) ripetere il punto 2 per il tempo necessario
4) in caso di perdita dei sensi fare una pausa.

Personalmente suggerirei le palline morbide antistress da stritolare tra le mani, ne esistono davvero di carine… E credo che siano abbastanza tutte inutili, come l’esercizio sopra citato.

A parte gli scherzi, lo stress è un problema serio, recentemente imputato anche di essere tra le cause principali dei tumori…. quello che è certo è che una situazione di stress inibisce l’assorbimento delle vitamine (detta in parole semplici, in realtà provoca reazioni chimiche che provocano reazioni che… è più semplice dire che brucia le vitamine) e le vitamine sono antiossidanti e antitumorali. Quindi più sei stressato e più devi stare attentissimo alla nutrizione. Senza un corretto apporto delle vitamine tutto può accadere… e se va bene arriva la stanchezza, il nervosismo, l’esaurimento nervoso.

Cosa faccio io contro lo stress?
Non sono molto stressata da qualche anno, è vero, certo non sbatto la testa sul muro! Innanzitutto cerco di uscire all’aria aperta a fare una passaggiata, a giocare a tennis, a respirare sotto il sole. Vado in giardino a sorseggiare un thè verde a pensare a tutte le cose belle che ho ricevuto dalla vita. E a fare un piano di azione per uscire fuori dallo stress…

Non tutto quello che accade dipende da noi ma a molto possiamo porre rimedio.
Fai un lista: cosa ti piace, cosa non sopporti, cosa hai scelto, cosa è stato scelto da altri?
Per quanto tempo pensi di andare avanti così?
Come ti vedi tra 5 anni?

Cercare soluzioni senza restare a crogiolarsi nel problema, senza autocommiserarsi.
C’e sempre una soluzione. Non deve essere perfetta, l’importante è reagire e fare qualcosa.

E una delle prime cose da fare è prenderti cura di te, perchè non puoi uscire da nessuna situazione se non sei forte a livello fisico e psichico.

Ogni giorno può essere il giorno decisivo, il vaso straborda con l’ultima goccia e decidiamo di fare qualcosa. E poi portiamo avanti la nostra decisione, con determinazione, fiducia, coraggio, forza di volontà, lealtà.
E prima o poi arriveremo a meta!

Commenti

*Italia spaccata tra mangioni e equilibrati

Usciti i risultati di un’indagine demoscopica effettuata da Astra Ricerche tramite 1.000 interviste telefoniche sulle abitudini alimentari degli Italiani.

La maggioranza degli intervistati (tra i 18 ed i 79 anni) sa cosa dovrebbe mangiare, cosa fa bene, cosa fa male… Ma non lo fa!
Niente di nuovo sotto il sole! Potevamo dirglielo anche noi!!!

E’ esattamente quello che sappiamo dopo oltre 5 anni di Consulenze e Check up Nutrizionali sulla abitudini alimentari, orari, stile di vita delle persone che si rivolgono a noi per un consiglio. “Sì, sì lo so che dovrei…” è la risposta standard di almeno la metà delle persone.

Oltre il 72% degli intervistati è consapevole che mangiare bene significa prevenire le malattie legate all’apparato cardiovascolare, vivere più a lungo e contrastare l’invecchiamento , prevenire il diabete…
0462.gifPerò tra il dire ed il fare c’è di mezzo… la tavola calda, il fast food, il tavolo di casa dove mammà continua a sformare manicaretti a figli ultra 40 enni che ancora devono “crescere”.

4 le categorie emerse dalla ricerca.

EQUILIBRATI: il 41% degli Italiani segue una dieta sana ed equilibrata senza eccessi (che sia equilibrata ne siamo convinti, che sia sana per niente… Restano le carenze su cui non c’è difesa. Ma difficilmente ricerche ufficiali commissionate per giunta da casa alimentari potranno mai evidenzare la poca qualità dei cibi odierni, il crollo dei nutrienti, la raffinazione che elimina le fibre necessarie, la conservazione e colorazione dei cibi che vengono stantuffati di porcherie chimiche. Vabbè… anche questa è un’altra storia).

MANGIONI: una percentuale equivalente viene chiamata “incontinenti alimentari” (che brutta definizione! Quasi terapeutica… la userò con i miei clienti ; )) sono il 42% di “mangioni”, e che rappresentano 19,1 milioni di Italiani, che sono al corrente di cosa si dovrebbe mangiare, quando, quanto e come, ma spesso sono incapaci di controllarsi e hanno bisogno di aiuto per arrivare ad un compromesso tra le loro abitudini alimentari e la loro salute.

Poi ci sono 2 categorie minoritarie, gli INDIFFERENTI, cioè il 14% degli italiani per niente sensibili al tema dell’alimentazione… ed i MONACALI, il 13% della popolazione che si contengono ma che tutto sommato pare non amino particolarmente i piaceri della buona tavola.

…Questa definizione dei “monacali” un pochino mi infastidisce. La trovo fuorviante. Ok, non saranno interessati ai piaceri della tavola, ma questo non vuol dire che mangino pane ed acqua…

Partire dal presupposto che tutto quello che è sano sia insipido e tutto quello che fa male sia gustoso è profondamente sbagliato e se non riusciremo a migliorare la cultura alimentare italiana non riusciremo a migliorare la nutrizione e di conseguenza la salute e la longevità degli Italiani.

Si tratta di un pregiudizio assurdo ed ingiustificato. Basato sulla pigrizia, sulla tradizione, sulle cattive abitudini.

0971.gifUn esempio tra tutti?
La pasta integrale (quella vera, con almeno il 9% di fibre) è buona, regge la cottura meglio di quella normale, resta più al dente ed è più saporita. Ha bisogno di meno condimento, ne mangi un po’ meno, la mastichi di più e quindi la digerisci meglio, ha più fibre e quindi aiuta l’intestino a lavorare meglio facilitando l’espulsione di tossine e veleni.
Quanti tipi di pasta integrale hai provato per decidere che fa schifo e di non volerla usare?

La realtà è solo una: il cibo buono costa.

Costa il cambiamento. Costa in termini di tempo, per imparare a preparare bene cose sane. Costa in termini economici.

spigola.jpgNon credo che nessun adulto scientemente preferisca il sapore di una spigola di allevamento foraggiata a farine animali ed antibiotici, rispetto alla poesia di una spigola di mare aperto cucinata al cartoccio con aromi!  

Ma conoscendo ed interessandosi a queste tematiche anche qui si può risparmiare molto…
E dato che si è stimato che un individuo dopo i 65 anni spende circa 250 euro al mese in farmaci per alleviare sintomi di malattie causate da cattiva alimentazione, non sarebbe meglio investire qualcosa sul proprio benessere prima e risparmiare dopo?

La frontiera dei 100 anni di vita sembrerebbe cosa fatta…
E’ il caso rovinarci, per pigrizia, l’unico involucro che abbiamo, alimentando l’industria del malessere ed iniziando a pagarne le conseguenza dopo soli 30-40 anni di vita? Sembra una Catalanata, ma non sarebbe meglio essere belli, sani, in forma tutto il tempo che ci è concesso vivere su questa terra?

Viviana Taccione

Commenti

*La fornace dei desideri

flame.gif“La Determinazione è una virtù chiave perché trasforma la fiammata momentanea di un desiderio occasionale nella fornace perennemente attiva in cui temprare un obiettivo vero.”

Leonardo Di Paola
Dal Corso on line “Le 10 Virtù di un Milionario” Formazione I FEEL GOOD

Commenti

Pagina seguente »

/blog/2007/09/